La Radiografia del Torace: un’ indagine al tramonto?

 

P. Mattia

 

 

Introduzione

Le moderne Tecnologie di Imaging (TC, RM, TC-PET) soddisfano i principali quesiti clinici, in merito a diagnosi, stadiazione, follow-up.

C’è da chiedersi se e quanto la Radiografia del Torace conservi un suo ruolo ed un valore attuale, nel momento in cui Protocolli lowe-dose in TC consentono scansioni dell’ intero polmone con dosi equivalenti a quelle di una radiografa del torace, con possibilità di ricostruzioni a strato sottile e nei vari piani dello spazio;  nell’ eventualità di patologia tubercolare polmonare ciò permette una esauriente e contestuale analisi delle lesioni polmonari (consolidazioni, caverne, ispessimenti bronchiali, tree in bud…) ed extrapolmonari (adenomegalie, spondilodiscite…), anche senza uso di mezzo di contrasto.

 La Radiologia nasce ufficialmente nel 1896 ed è l’ unica disciplina medica per la quale si conosca con precisione la data di nascita1; il torace non rientra peraltro tra i primi organi studiati dalla “Scienza Nuova” (la Radiologia!).

Alla fine dell’ ‘800 e nei primi decenni del ‘900 la tubercolosi e le altre malattie dell’apparato respiratorio rientravano nel vasto ambito della Medicina Interna; per cui i Clinici sono stati i primi utilizzatori e studiosi delle radiazioni ionizzanti; la radiografia del torace divenne rapidamente strumento prezioso nella lotta contro la malattia tubercolare.

In quell’ epoca le radiografie del torace erano gravate da scarsa specificità, per motivi di ordine tecnico, legati ad una tecnologia pionieristica, ma anche per le scarse conoscenze dei rapporti intercorrenti tra immagine/anatomia/fisiopatologia. Ciò determinava un approccio culturale inadeguato, che portava ad esempio a definire il tumore polmonare  “…rara patologia …ben distinguibile dalle altre lesioni polmonari…e spesso l’aspetto radiografico è patognomonico per questa malattia…” 2

Agli internisti subentrarono gli Anatomici ed i Patologi, che approfondirono lo studio delle correlazioni anatomo-radiologiche, ed infine i Radiologi, i quali assumono dignità scientifico-professionale nel periodo che precede la prima guerra mondiale, quando la tubercolosi domina la scena della Radiologia Toracica.

 

I segni radiologici

E con i Radiologi nacquero i Segni Radiologici, che avevano la funzione di riconoscere e caratterizzare i modelli di presentazione delle varie malattie, così contribuendo alla diagnosi delle stesse ed al monitoraggio degli effetti terapeutici.

La storia della Radiologia Toracica è ricca di “segni”, dedicati sia alla radiografia (in gran parte!) che alla TAC: Westermark Sign, Air Bronchogram Sign, Continuous Diaphragm Sign, Fleischner Sign, Hilum Overlay Sign, Reverse Halo Sign, Deep Sulcus Sign, Ring Around Artery Sign, Hilum Convergence Sign, Hampton’s Hump Sign, Flat Waist Sign, Epicardial Fat Pad Sign, Air Crescent Sign, Golden S, Sign Fallen Lung, Silhouette sign, Thoracoabdominal Sign, Tapered Margins Sign, Luftsichel Sign, Doughnut Sign, Split Pleura Sign, Cervicothoracic Sign, Double Density Sign, Finger-in-Glove Sign, Halo Sign, Comet Tail Sign…

Con la scoperta dei “segni” la lettura del radiogramma del torace non è più solo “percezione” delle eventuali alterazioni  ma diventa “interpretazione”, basata su rigorose correlazioni anatomo-fisio-radiologiche.

Si riproduce per l’ immagine radiografica l’ antica contrapposizione letteraria tra il “contenuto”,  prodotto della Tecnica e la “forma”, espressione della capacità, della sensibilità, della specificità culturale del Medico Radiologo.

Alla fine degli anni ’60 cade il mito del mediastino inesplorabile, ad opera di Autori quali Fleischner, Felson, Heitzman, grazie alla possibilità tecnica di radiografie ad alto kilovoltaggio ed alla identificazione delle “linee di riflessione pleurica a livello del mediastino”. 3

Negli anni ’70 alla lettura “morfologica” del radiogramma del torace si aggiunge la lettura“funzionale” (Simon, Milne, West, Fraser…), con la formulazione dei fondamenti fisici che sono alla base dell’ immagine radiografica del torace 4:

- la densità radiografica è inversamente proporzionale alla quantità di gas contenuta nei polmoni

- la densità è la risultante del potere di assorbimento di ciascuna delle componenti anatomiche del polmone

- l’ aria sviluppa il  92% del volume polmonare totale; il sangue ed i tessuti l’8%

- il sangue contribuisce alla densità radiografica con una doppia componente:

componente capillare, cui corrisponde la densità di base ed i grossi vasi, che rappresentano la quasi totalità del disegno polmonare

Il codice per la corretta lettura del radiogramma del torace è da sempre lo stesso e si basa sulla  conoscenza del disegno polmonare.

Per quanto sopra, una variazione della densità polmonare  è sempre dovuta all’ aumento o alla diminuzione di aria, sangue, tessuto.

Esempi di alterazione “pura” possono essere la riduzione di densità determinata dall’ embolia polmonare senza infarto o l’ aumento di densità per la presenza di addensamenti e/o fibrosi.

Nella maggior parte delle situazioni cliniche variazioni circoscritte o diffuse della densità sono il risultato delle variazioni di tutte e tre le componenti.

 

La “lettura” della Radiografia del torace

Nell’ analisi della radiografia del torace vanno considerate alcune variabili:

- livello di inspirazione
- aspetto della perfusione
- dimensioni cardiache
- distribuzione dell’ aria e dei fluidi
- parete toracica

Una variazione fisiologica della densità facilmente osservabile si verifica, nello stesso soggetto, in funzione della maggiore o minore entità della inspirazione.

Un radiogramma può essere analizzato in due modi 5:

- metodo della indagine diretta, consigliato ai meno esperti, in cui si utilizza uno schema logico prefissato, per cui vengono esaminati in successione la parete toracica, il mediastino, il diaframma, la pleura, il parenchima
- metodo della ricerca libera, riservato agli specialisti in materia

I momenti fondamentali della interpretazione del radiogramma del torace sono rappresentati da:

- percezione e localizzazione della lesione

- valutazione della estensione delle alterazioni

- identificazione del pattern radiologico

- valutazione clinico-radiologica, di cui è momento fondamentale il confronto con la eventuale, precedente iconografia (Fig 1a, b, c).

 

   

Fig 1a: Radiografia del torace

Referto descrittivo: lobo superiore destro retratto, destrutturato per la presenza di vaste lesioni bollose; una spessa banda a decorso obliquo, di verosimile significato fibrotico, ingloba la scissura interlobare.

Non sono riconoscibili alterazioni a sinistra.

 

Fig 1b: Radiografia del torace dello stesso soggetto, eseguita due anni prima.

Addensamento massivo del lobo superiore destro, coinvolgente la regione ilare.

Una grossolana opacità adesa alle limitanti pleuriche del versante paracostale, con livello idroaereo nel contesto, occupa buona parte dello stesso lobo superiore.

Non evidenti alterazioni a sinistra.

 

Fig 1c: Radiografia del torace dello stesso soggetto, eseguita due anni e mezzo prima.

Addensamenti inomogenei e lesioni cavitarie nel lobo superiore destro; addensamenti di minor consistenza, espressione di diffusione broncogena di malattia tubercolare, nei lobi medio ed inferiore di destra e nel polmone sinistro.

Fig 1a: Referto ragionato, alla luce dei precedenti radiografici b e c:

Lobo superiore destro distrutto, per esiti di malattia tubercolare polmonare complicata da fistola bronco pleurica, al momento in stato di apparente quiescenza.

 

 

La “lettura” della radiografia del torace si basa su due componenti fondamentali connesse e complementari:
l’ indagine anatomo-morfologica, che riferisce i segni le immagini alla realtà anatomo-clinica
e  l’ indagine morfo-funzionale, che affianca la fisiopatologia nella risoluzione dei problemi inerenti i rapporti ventilazione/perfusione.

Un’ accettabile definizione della radiografia standard del torace è che essa rappresenti un angiopneumogramma “iconograficamente limitato, casualmente assunto nella data frazione di secondo” 6

Morfologia e distribuzione del  circolo polmonare

- flusso basale maggiore di quello dei lobi superiori e volume sanguigno normale: rappresenta la condizione di normalità ed è espressione di valori normali di pressione nell’ arteria polmonare (PWP = 8-12 mmHG); ciò si verifica in ortostatismo, dove, a causa della pressione idrostatica, il flusso ematico nelle basi polmonari è 4-6 volte superiore a quello degli apici.

Questa differenza si riduce notevolmente in clinostatismo.

- omogenea distribuzione del flusso: può essere determinata da ipertensione precapillare, come nelle condizioni di iperafflusso

- ridistribuzione base-apice del flusso: può esser segno di ipertensione postcapillare (PWP 12-18 mmHG) che, se discreta (PWP >18 mmHG),  può esitare in edema interstiziale; se severa 

(PWP > 25 mmHG), può esser causa di edema alveolare.

Una ridistribuzione del flusso, con modificazione del numero dei vasi riconoscibili, può costituire il segno più evidente di un collasso o di una resezione polmonare.

Radiografia del torace ed errori possibili 7, 8:

- errori di non identificazione

- errori di non identificazione con errata attribuzione

- errori cognitivi (carenza di adeguate conoscenze)

Gli errori di non identificazione sono i più frequenti; a volte si verificano per errore tecnico.

Nell’ “Atto Medico Radiologico” (SIRM) 9 si sottolinea che «l’errore per mancato riconoscimento di un segno risulta …più grave quando sia conseguenza di carenze negli standard tecnico-metodologici…»

Sono dovuti a molteplici fattori (lavoro eccessivo, condizioni ambientali non adeguate… ) ed  anche un radiologo esperto può non identificare chiari reperti di tipo patologico.

Giova ricordare che errori di questo tipo sono spesso dovuti alla mancata formulazione del quesito clinico.

Gli errori di identificazione con errata attribuzione sono poco frequenti. Si realizzano quando viene rilevata una lesione che non esiste, interpretando in maniera non corretta un reperto normale.

Rientrano in questa tipologia gli errori di mancata identificazione di anomalie al di fuori dell’area privilegiata dell’esame.

Gli errori cognitivi sono i più mortificanti dal punto di vista professionale e sono originati da approccio culturale insufficiente o comunque non adeguato, che riproduce il noto aforisma per cui “vedo solo quello che conosco”.

Conclusioni

- a differenza di altre Metodologie (schermografia, stratigrafia, xerografia…), la diffusione della radiografia del torace non ha subito flessioni significative nel corso dei decenni

- il radiogramma del torace, indubbiamente modificato e presumibilmente ancora modificabile in futuro, mantiene le sue insostituibili prerogative di semplicità, esecuzione rapida, riproducibilità, basso costo.

- necessità di un linguaggio di refertazione unico e condiviso 10, 11, 12, 13, che sia espressione di solide e rigorose conoscenze della anatomia-fisiopatologia del polmone e dei principi fisici che ne determinano le corrispettive immagini radiologiche.

In mancanza di ciò, la gloriosa Radiografia del Torace è destinata a rapido declino, e solo per pochezza culturale di chi  ne fa uso.

 

 

 

Bibliografia:

1 von Wilhelm Konrad Röntgen: Eine neue art von strahlen 4. aufl.Published 1896 by Stahel'schen K.B. Hof und Universitatsbuch und Kunsthandlung in Wurzburg . Written in German.

2 Mc Mahon FB and Carman RD: The Roentgenological diagnosis of primary carcinoma of the lung. Am J Med Sci 155:34-47, 1918

3 G. Pedicelli, P.Mattia et Al: il radiogramma frontale del torace nella moderna diagnostica del mediastino. Tecnica di esecuzione e semeiologia. La Radiologia Medica Vol 71 n.11, 1985

4 Weibel, Ewald: Morphometrische Analyse von Zahl, Volumen und Oberflache der

Alveolen und Kapillaren der menschlichen Lunge. Z. Zellforsch. Mikrosk.

Anat, 57: 648, 1962

 

5 Riebel et Al: Use of the eyes in x-ray diagnosis. Radiology, 70: 252, 1958

 

6 G. Tricomi, L. Saracca, M.L. Palozzi, P. Falappa: La Xeroradiografia del polmone e del Mediastino Excerpta Medica, Amsterdam-Oxford, 1979

 

7 Turkington PM et Al Misinterpretation of the chest x ray as a factor in the delayed diagnosis of lung cancer. Postgrad Med J 2002; 78:158-160

 

8 Berbaum KS et Al Role of faulty decision making in the satisfaction of search effect in chest radiography. Acad Radiol 2000; 7:1098-1106

 

9 A. Pinto, L. Romano: Pratica Medica Aspetti Legali. Tipologie di errori diagnostici in radiologia. Vol 5, n 2, 2011.

 

10 Glossary of terms for thoracic radiology: recommendations of the Nomenclature Committee of the Fleischner Society. AJR  J Roentnol 1984

 

11 Müller NL, Friedman PJ, et al. Glossary of terms for CT of the lungs: recommendations of the Nomenclature Committee of the Fleischner Society.  Radiology 1996

 

12 Patterson HS, Sponaugle DN. Is infiltrate a useful term in the interpretation of chest radiographs?  Radiology 2005

 

13 Fleischner Society: Glossary of Terms for Thoracic Imaging  Radiology 2008

 

 

 

Paolo Mattia 

Radiologia, Az. Osp. S. Camillo-Forlanini